Tammurriata ri lu scartillatu

Con spezzoni di linguaggio e di espressioni tipiche – “u viccannu,…” “ppi ribbulezza, ecc.”- e con l’abbozzo di un personaggio altrettanto tradizionale – il gobbetto portafortuna in cerca disperata d’amore – è assemblata una filastrocca di puro ritmo. Nel comporla la adattavo ad una arcaica e monotona tarantella lucana battuta in punta di tamburello e con chitarra battente da un gruppo di musica folklorica.
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Catacatoscia

Uno spettacolo indescrivibile, tra il Camposanto e la Madonna del Monte. A centinaia si amavano, il maschio accendendo il faro del richiamo e del desiderio. Altri tempi. Leggi il resto dell’articolo »

I venditori di fortuna

La fortuna è aleatoria, va da sé. E anche la sfiga. Quando meno te l’aspetti, magari ‘ngarri una cinquina o un jackpot che ti fa ricco. Leggi il resto dell’articolo »

Sant’Anduonu e lu purcedduzzu

Qualche tempo fa raccontai della dura vita del maiale laurinese al tempo di Alfonso II d’Aragona, cioè tra la metà e la fine del ‘400.

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Addio a Giovanni Pesce

Vi rimando ad un articolo di Giovanni Landi presente sul sito di infoagropoli.it che saluta uno degli eredi di una delle famiglie storiche più note a Laurino.

Agropoli: addio a Giovanni Pesce, medico galantuomo

Ciao

Sciacquagli ri cirasa

In un maggio smagliante di papaveri lei, con i suoi sbarazzini orecchini di ciliegie, provoca maliziosa. Lui, col desiderio che gli brucia il petto, non sa che balbettare e non coglie i frutti che la primavera della vita gli offre.
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Lu vicciddu

La cuddhura, in dialetto siciliano, dal greco koulloura=corona, cuddura in dialetto salentino, era una ciambella che gli antichi pastori e viandanti portavano con sé infilata in un bastone o in un braccio. Era il loro pane quotidiano; per molti il solo alimento della giornata. Col tempo con lo stesso nome fu chiamata la forma di pane, cotta nel forno, arricchita con uova sode, preparata in occasione della Pasqua e consumata a Pasquetta (cuddura cull’ova). Leggi il resto dell’articolo »

La pupa di pezza di Quarajesima

Chissà se qualche ragazzo a Laurino ha preparato la pupa di pezza di Quarajesima da appendere alla finestra il mercoledì delle ceneri? Leggi il resto dell’articolo »

Giacchino

Il suppignu era un luogo magico e misterioso, una specie di castello incantato, zeppo di tesori, una continua meravigliosa scoperta. Avvertivi la gioia e il timore nell’entrarvi in punta di piedi, nel perlustrare, nel toccare, nel capire, nel rovistare nelle madie profumate (li casciuni). Leggi il resto dell’articolo »

Li juorni nuosti

Il passato lo portò via il vento quando unimmo i nostri destini gustando ingordi il paradiso terrestre della giovinezza. Allo snodo delle nozze d’argento la saggezza ci consiglia di apprezzare, attimo per attimo, il tempo che scorre veloce. Se poi per strada le ginocchia cederanno, lì pianteremo il limite del nostro viaggio.
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