A cercare gli antenati degli Italiani meridionali o settentrionali che siano, non c‘è che l‘imbarazzo della scelta: Greci, Romani, Celti, Lucani, Goti, Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini, Spagnoli, Austriaci, Saraceni e così via apprezzarono molto le belle contrade italiche e soprattutto le ragazze nostrane dai floridi seni. Chi volesse rivendicare una propria purezza etnica‚ derivante dai magnanimi lombi del dio Po o dai Celti potrebbe esporsi, perciò, alla severa punizione di ritrovarsi, sì, figlio di una sola madre…ma di padri alquanto numerosi ed incerti.
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Archivi per la categoria ‘Arretu Arretu’
Taliani
Cauli e vrassecali
Chi più ne ha, più ne metta: cavolo, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo nero, verde, violetto, cavolo romano, cavolo cinese, cavolino di Bruxelles, cavolicello, broccolo, broccolo fiolaro, broccolo verza, cime di rape… Leggi il resto dell’articolo »
Cantu a la cilintana
Calco della tradizionale “cilentana” da cantare a voce spiegata e “strazzata” con accompagnamento di zampogna, ciaramella o friscarieddu, chitarra battente, tamburello, triangolo e scetavaiasse su ritmo di tarantella antica. In mancanza di strumenti e suonatori ormai introvabili si accompagna con organetto e tamburello alla maniera calabro-lucana.
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Nimícculi e cicèrchie … possibilmente con làhane
Stavo gustando una zuppa di lenticchie. Qualche fetta di pane abbrustolito, una cascata di lenticchie, con la loro acqua di cottura, un po’ di sale, un po’ di olio d’Aquara (per me il migliore del mondo). Leggi il resto dell’articolo »
Strommali
Ancora, con schegge di popolareschi aforismi, una filastrocca scherzosa, ma non troppo, sulla caducità della giovinezza e dell’amore e sull’urgenza di cogliere l’attimo fuggente.
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Sant’Elena e le giovenche
Mi sono sentito immerso, nella luce limpida e nei colori tersi di quel giorno, in un potente quadro impressionistico. Percepivo che faceva parte di me: la natura, le figure, le vicende cittadine. Tutto il “superfluo” spariva. L’impressionismo, il movimento artistico francese della fine dell’Ottocento. Avvertivo di voler comprendere sempre più a fondo la realtà, quella realtà, nella sua sostanza. Leggi il resto dell’articolo »
Tammurriata ri lu scartillatu
Con spezzoni di linguaggio e di espressioni tipiche – “u viccannu,…” “ppi ribbulezza, ecc.”- e con l’abbozzo di un personaggio altrettanto tradizionale – il gobbetto portafortuna in cerca disperata d’amore – è assemblata una filastrocca di puro ritmo. Nel comporla la adattavo ad una arcaica e monotona tarantella lucana battuta in punta di tamburello e con chitarra battente da un gruppo di musica folklorica.
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Catacatoscia
Uno spettacolo indescrivibile, tra il Camposanto e la Madonna del Monte. A centinaia si amavano, il maschio accendendo il faro del richiamo e del desiderio. Altri tempi. Leggi il resto dell’articolo »
I venditori di fortuna
La fortuna è aleatoria, va da sé. E anche la sfiga. Quando meno te l’aspetti, magari ‘ngarri una cinquina o un jackpot che ti fa ricco. Leggi il resto dell’articolo »
Sciacquagli ri cirasa
In un maggio smagliante di papaveri lei, con i suoi sbarazzini orecchini di ciliegie, provoca maliziosa. Lui, col desiderio che gli brucia il petto, non sa che balbettare e non coglie i frutti che la primavera della vita gli offre.
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