U vuzzacchio

Chillo pare no voje, e chisto ciuccio,
chiullu vuzzacchio
, e chiustu mastro Muccio…

Così uno dei commediografi più famosi del ‘600 napoletano. Mastro Muccio lo conosciamo bene: un maestro di bagatelle e d’imbrogli nella Roma cinquecentesca, che si abbandonava senza misura alla crapula con chiunque fosse disponibile. Ma vuzzacchio? Chi è il vuzzacchio?

La lingua italiana lo nobilita e diviene bozzacchio o bozzacchione, da bozza, “escrescenza”, “tumore”,”gonfiore”, con desinenza peggiorativa, come la nostra vozza, il gozzo, la canna della gola.

e la pioggia continua converte/ in bozzacchioni le susine vere, ce lo ricorda il sommo Dante nel Paradiso. Dunque bozzacchio o bozzacchione è la susina che, nell’allegare, è guastata dagli insetti che vi depongono le uova, gonfiandosi oltre misura e divenendo bitorzoluta.

Negli autori del ‘600 napoletano assume, quindi, il significato di prugna vuota e, per traslato, di babbeo; bozzacchiuto, anche in lingua italiana, è aggettivo per indicare un individuo piccolo, grasso e malfatto. Per similitudine bozzacchioni erano dette anche le poppe, purtroppo vizze, delle donne.

Se ne impossessò anche il mondo della commedia lirica del ‘700 napoletano, addirittura Domenico Cimarosa, ne L’infedeltà fedele (1779).Vuzzacchio è uno dei baritoni, custodi del tempio di Diana a Cuma, che si aggira, se posso dire, tra delicate figure pastorali: Fillide, Melibeo, Fileno, Celia, Nerina, Amaranta. Vuzzacchio: boh!

La partita sembra chiusa, ma non è così. Nel nostro dialetto di un tempo vuzzacchiu era detta la poiana (buteo buteo), un falconide che preferisce i boschi, ma caccia in territori aperti, nutrendosi anche di carogne di animali; un rapace compatto nelle forme, con ampie ali e coda alquanto corta, voracissimo. Posato si rivela tozzo con il capo incassato nelle spalle. Vi è anche la specie calzata, ma pare che non frequenti più, da tempi preistorici, le nostre zone.

Dedico con fraterno affetto queste brevi note ad un amico carissimo, che non vedo da molto tempo, di nobilissimo lignaggio laurinese (anche un cardinale tra i suoi avi).

 Sei proprio tu, VUZZACCHIU!

Torna e punta diritto sulla preda. Abbandoniamoci senza misura, almeno per una sera, alla crapula, come ai bei tempi.

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