Sciaravettula era il soprannome di una zia di mio padre, Carmela Durante. Zi’ Carmena Sciaravettula. Era sorella di “Arioppa”, mio nonno, il mitico fotografo di Laurino. Il soprannome sciaravettula, forse corruzione di ciuvettula o ciucciuvettula, civetta, le era stato affibbiato per il fatto che, all’epoca, intorno al 1950, era ritenuta l’ultima fattucchiera di Laurino. Insomma come la civetta aveva a che fare col malocchio. Una janara o mahara, per l’appunto.

Era di una bruttezza impressionante. La si può “ammirare” nella fotografia pubblicata in copertina (la terza da destra) dal bel sito Zadalampe. Con suo fratello Arioppa aveva tentato di emigrare in America, ma era stata respinta perché affetta da glaucoma. Malgrado ciò sembra che si sia anche sposata, non so con chi. Il malcapitato la lasciò subito vedova, chissà se fatto fuori da un suo incantesimo o intruglio.
Sciaravettula era depositaria di tutta la cultura magico-scaramantica contadina. Toglieva e gettava il malocchio, faceva cataplasmi contro ogni sorta di malanni, ordiva fatture e controfatture d’amore e forse anche di morte, prevedeva il futuro. Insomma ‘ncarmava.
Per inciso, va ricordato che ‘ncarmare=fascinare, affatturare viene dal francese charmer che a sua volta deriva dal latino carmen=verso poetico, dove si dimostra che la poesia è insieme magia e incantamento, e che il poeta è anche un po’ stregone. Ma non che, al contrario, zi’ Carmena fosse una poetessa, malgrado il nome.
Gioco di parole a parte, la catapecchia di Sciaravettula era sotto la fontana, accanto alla casa del “capobanda”. Si trattava di un antro con un grande telaio su cui erano appollaiate vecchie galline spennate e gatti neri spelacchiati che avevano coperto il pavimento di uno spesso tappeto di escrementi. Aveva sempre sul treppete ‘na cauraredda nella quale preparava i suoi micidiali decotti.
Finchè fu viva, la mia fanciullezza trascorse nel terrore di ammalarmi e di essere perciò sottoposto alle “cure” di Sciaravettula. Mia madre, infatti, Celestina, Cistina, quando un normale mal di pancia, di testa o di gola non accennava a passare, mi portava da mia zia la fattucchiera.
Ricordo che pur di andarmene al più presto possibile, dopo le prime formule magiche e il tocco delle sue mani luride dagli artigli adunchi, mi dichiaravo subito guarito. Scappavo dalla casa della strega come una lepre, prova inequivocabile che il malocchio era tolto. Non c’era neanche bisogno di farmi l’uocchiu.
Sciaravettula era l’ultima rappresentante della medicina alternativa contadina. Il rituale magico, malgrado la presenza in paese di medici validissimi, resisteva nell’immaginario collettivo popolare come unico antidoto ai mali dell’anima e alla fascinazione di forze avverse e misteriose. La fattucchiera, come lo stregone o lo sciamano, aveva il potere di ristabilire un equilibrio psichico turbato, di risolvere una crisi esistenziale e come ha scritto Ernesto De Martino, di rassicurare il “paziente” della sua presenza e del suo ruolo nella comunità paesana.
Passa e ripassa, puozzi passà muortu, puozzi perde li nniuru ri l’uocchi e lu gghiancu nu’ lu puozzi ascia’, era una sua formula di fattura a morte. Contro il mal di pancia, invece, era pronta: Scenda male, cume scendau lu jumo Jurdanu a la passata ri Jesu Nazzarenu, sottu a l’acqua e ‘ncoppa li salimienti ca ti pozza passa’ lu cigliu ri ventre.
Se alle puerpere mancava il latte per aver subìto una fattura, poco male: Cala, cala lattu, ‘nu sicchiu e ‘nu piattu, ‘nu sicchiu e ‘nu varlire, cala cala Santu Martinu. Per una fattura d’amore, infine Sangu ri Cristu, rimoniu, attaccame a chistu, tantu ca l’à lega’, ca ri me nun s’adda’ scurda’.
Tutte le formule andavano ripetute tre volte, bisognava bere qualche ciofeca e per quelle d’amore bisognava portare del sangue mestruale. Campò fino a 92 anni. Su di lei gli scongiuri fecero effetto.
* La foto è stata tratta dal sito zadalampe.com
Parole chiave: credenze, racconti, sciaravettula


da ,,,
non voglio sbagliare ma, il soprannome non era ereditato???
Per quanto ricordo, il soprannome era: Zi’ Carmena r' (di )Sciaravettula .
quindi SCIARAVETTULA era la madre.