La “battaglia di Laurino”

Mi fermavo spesso, dinanzi alla Casa comunale, a leggere l’epigrafe che ricordava i fatti di sangue del 30 e 31 gennaio del 1848:

Da queste mura
il 30 e 31 gennaio del ‘48
i patrioti laurinesi
e
le schiere
eroiche del Cilento
per conquistare liberi e civili ordinamenti
contennero fieri
le borboniche orde
Laurino
ricorrendo il I centenario del glorioso fatto d’arme
pacato l’anelito secolare
questo ricordo decretava
perché
nei posteri vigilanti
gelosa sia la memoria degli eroici avi
sollecita la tutela della faticosa conquista
acuto lo sprone a più alte mete

Un vero e proprio proclama, che ti colpiva con immediatezza il cuore e t’invitava a mettersi sull’attenti!, se non avessi temuto che qualcuno avrebbe potuto scorgerti. Eh, sì! Occorreva mettersi sull’Attenti!…ma nel senso dell’attenzione vigile alla retorica sempre fuorviante.

Vediamo, dunque, come si svolsero i fatti. Qualche storico locale riferisce che tutti i morti laurinesi di questa battaglia rimasero ignoti per il solo fatto che caddero nelle mani del nemico e tutti i caduti furono registrati senza alcuna annotazione eccetto i forestieri, ad evitare ulteriori persecuzioni.

Altri storici cilentani, invece, parlano solo di assalto al paese e di resistenza degli insorti, ma, sopraggiunta la notte, terminò il combattimento. Leonino Vinciprova, comandante di quella che era definita la masnata dei Cilentani, dopo un assalto alla porta maggiore e alla porta piccola del paese, trattò quasi subito la resa con Benedetto Sangiovanni, figlio del più noto Benedetto. Si parlò di circa 100 ribelli uccisi e di 70 fatti prigionieri, mentre i regi riportarono due soli feriti.

Dopo aver sostenuto per una giornata il combattimento, nella notte del 29 gli insorti dovettero uscire da Laurino, perché si accorsero, ma tardi, di essere stati traditi da alcuni che si erano messi d’accordo con il comandante dei regi.

Contrariamente alla promesse di liberali d’illustri famiglie, che sostenevano che tutto il paese era pronto all’insurrezione, neppure pane avevano trovato nel paese; si cibarono per due giorni di polenta. In questa azione un altro storico riferisce di 30 uccisi e di diversi feriti; dei regi sarebbero morti due gendarmi e 3 o 4 urbani.

Furono, poi, consultati i registri dello stato civile e i libri dei morti delle parrocchie. Non risultarono morti nelle giornate del 30 e 31 gennaio del 1848. Sul registro dello stato civile del 2/2/’48 risultarono solo due morti, di Agropoli, rinvenuto nel luogo detto Fontanelle e in contrada Molinello, freddati, già feriti, dal Barone De Marco di Capaccio e da D.Giuseppe Melchiorre cav.Vairo di Piaggine, comandante la Guardia mobile urbana della provincia, per effetto di ferite riportate negli avvenimenti che ebbero luogo in queste contrade nel giorno 31 dell’or decorso mese di gennaio.

Il sindaco dell’epoca, Don Filippo Magliani, dalla condotta ambigua e pusillanime, desunta da altra circostanza, a chi non si spiegava la discordanza, rispose, genericamente, che i morti erano diversi. Se ne ignora il numero preciso, assicurando che nel dì seguente all’attacco qualche cadavere rimasto fu raccolto dalla truppa e sepolto e non si curò la ricognizione, né la iscrizione negli atti dello stato civile.

Qualche altro storico locale più attento sdrammatizza lo scontro, riferendo che i regi avevano solo due piccoli pezzi d’artiglieria, per cui riteneva infondata la notizia di un vero e proprio bombardamento del paese.

Un articolo apparso sul giornale “La Guida del popolo” del 9/3/1848 pone un definitivo punto alla questione. Pare sia stato il Colonnello Lahalle a mentire per attribuirsi l’onore di aver bagnate le mani di molto sangue cittadino. Le truppe borboniche avrebbero rubato e depredate chiese e case private, mentre i frati francescani molto lodarono la condotta dei liberali, cui avevano offerto asilo.

Ma chi erano i  “veri” liberali laurinesi che parteciparono in prima persona ai fatti d’arme? E’ presto detto: Francesco, Giuseppe, Giuseppe Nicola, Pasquale De Gregorio, Andrea ed Agostino Monaco, l’ambiguo Girolamo Consalvo, i quali l’anno successivo invitarono i cittadini a rivoltarsi, ma furono subito arrestati.

Gli altri liberali di famiglie più in vista riuscirono, con vari sotterfugi, a scamparla, anzi qualcuno, come il Barone Crescenzo Valente, ricco proprietario terriero, era molto preoccupato del fatto che molti malintenzionati agivano in modo da alterare l’ordine pubblico per gli sforestamenti inclinando al Comunismo, invitando a reprimere la baldanza dei Comunisti, tanto più che in Sacco gli altri anarchici erano giunti all’apice e si temeva che gli abitanti di Laurino l’avessero assecondati, tanto è vero che, quando i rivoltosi invasero Laurino nel gennaio del ’48, fuggì con tutta la sua famiglia a Felitto, esempio che fu seguito da una grande quantità della popolazione, tanto che i rivoltosi si trovarono soli e scoraggiati.

E’ accertato che da Laurino non partì alcuna persona per unirsi alle schiere dei rivoltosi. Insomma rimasero solo i De Gregorio con qualche incazzatissimo contadino. Il Sacerdote Pietrantonio De Gregorio, uno dei promotori delle occupazioni delle terre nel 1848, e suo fratello Giuseppe Nicola, due dei figli migliori di Laurino, colpevolmente dimenticati, meritano un ampio discorso a parte.

I giovani che cedettero nell’epigrafe menzionata, vissero anni di grande fervore. Conquistate le libertà repubblicane, erano tutti tesi alla speranza della ricostruzione, dopo gli sfasci morali e materiali della guerra. Presto giunse puntuale la disillusione, tanto più amara, quanto più crudi erano stati i sacrifici, di ogni tipo. Anch’essi pagarono un tributo troppo alto alla storia, come il prezzo che pagarano i contadini nel ’48 ad una terra che non fu mai prodiga nei loro confrontì.

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Commenti

Ci sono 4 Commenti. Inserisci un nuovo commento

14 novembre 2011 16:50
da Davide Biasi

La decendenza di Benedetto Sangiovanni jr e Sr. Si trova a http://www.ancestry.it

14 aprile 2010 18:02
da zi previte(Angelo Battistelli)

Grande Mino continua con queste belle storie.Le trovo molto interessanti,perchè la storia mi ha molto interessato.

10 aprile 2010 18:40
da Mino Schiavo

Per Tonino Gregorio

Grazie, molte grazie. Fra qualche giorno, credo, altre sorprese. Felice serata.

8 aprile 2010 00:36
da Tonino Gregorio ù mulinaru

Molto affascinante, grazie a mino Schiavo, continua così.
Alla prossima

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